VIJNANA BHAIRAVA TANTRA

Prem Arvind

 

ujjain_kumbh_mela.jpg

Vijnana Bhairava
Tantra


Devi chiede:


O Shiva qual’è la tua realtà,che cos’è questo Universo senza forma, pieno di meraviglia, da dove viene, dove ha origine,oppure non ha origine? Che cosa costituisce il seme? Chi centra la ruota universale? Questa ruota continua a muoversi in un grande mutamento e in questo flusso costante, ma chi fa da mozzo al centro della ruota? Dov’è l’asse,il centro immobile? Che cos’è questa vita al di là della Forma, ma che permea tutte le forme? Come posso penetrarla ed entrare a fondo in essa, al di sopra dello Spazio e del Tempo, al di sopra dei Nomi, delle Descrizioni e dei Connotati? Liberami,e recidi completamente ogni mio dubbio.


Alle domande Deviche, Shiva risponde:


1.
O Radiante,questa esperienza può albeggiare fra due respiri. Dopo che il respiro è entrato dentro, giù, e subito prima che torni su,fuori, ecco il Bene-ficio.
2.
Mentre il respiro si capovolge da giù a su, e di nuovo, mentre il respiro svolta da su a giù, attraverso entrambe queste svolte, e dentro di esse, sii consapevole.
3.
Ovvero, tutte le volte che l’espirazione e l’inspirazione si fondono, in quell’istante, tocca il centro privo e colmo di energia.
4.
Ovvero, quando il respiro è tutto fuori, su, e si ferma da sé, o tutto dentro, giù e si ferma, in questa pausa universale, ogni piccolo Ego personale svanisce; questo è difficile soltanto all’impuro.
5.
Considera la tua essenza come raggi di Luce che salgono da Centro a Centro, da Ruota a Ruota, su, lungo le vertebre; così la vitalità del Dio sale in te.
6.
Oppure, negli spazi intermedi, sentilo come un lampo.
7.
Immagina i tuoi Caratteri in questi nettarei punti focali della consapevolezza; prima come glifi, poi, più sottilmente come suoni, poi come una sensazione sottilissima; allora accantonali,e affrancati.
8.
Con l’attenzione posta fra le sopracciglia, lascia che la mente sia priva del pensiero discorsivo, lascia che la forma si riempia di essenza del respiro, sino alla cima della testa,e là piova,come Luce onnipervadente.
9.
Oppure immagina che i cerchi a cinque colori della Coda del Pavone, siano i tuoi cinque sensi:vuoti insostanziali nello spazio illimitato; ora lascia che la loro Bellezza si avveri nel cuore e si dissolva in quello.
10.
Allo stesso modo, in un qualunque punto dello spazio o su una parete, medita finché il punto sparisce; allora,il tuo desiderio di un altro, diventa vero.
11.
Ad occhi chiusi, la mente dentro il cranio, vedi nei particolari il tuo essere interiore, così, vedi la tua vera natura.
12.
Poni tutta la tua attenzione nel nervo, delicato come il filo di loto, nel centro della tua spina dorsale; trasformati in quello splendore.
13.
Chiudendoti con le mani le sette aperture del capo, uno spazio fra i tuoi occhi diventa inclusivo di tutto: lo Stato supremo.
14.
Toccando i globi oculari come una piuma, la leggerezza fra quelli, si apre sul cuore, e là, permea il cosmo. Meditando sul punto di fuoco, che nasce dalla perturbazione interiore della luce, dissolvi.
15.
Bagnati nel centro del suono,come nel nucleo di una cascata. Ovvero, mettendoti le dita nelle orecchie, ascolta il suono dei suoni e raggiungi il supremo Brahman.
16.
Intona un suono, per esempio il Pranava AUM, lentamente. Quando il suono raggiunge la pienezza, tu fa altrettanto.
17.
Nel principio e nel graduale raffinarsi del suono di ogni Carattere, svegliati!
18.
Mentre ascolti gli strumenti a corda, odi il loro composito suono centrale; così,l’Onnipresenza dell’Etere supremo.
19.
Intona un suono in modo udibile, poi in modo sempre meno udibile, e, via via che la sensazione sprofonda in questa silenziosa armonia, sii Shiva, il Supremo.
20.
Immagina lo spirito,simultaneamente dentro e intorno a te; finché l’intero universo si spiritualizza.
21.
Entra nella Presenza eterea, che pervade dall’alto e dal basso la tua forma, e resta senza rappresentazioni mentali.
22.
Metti la sostanza della tua mente in siffatta bellezza inesprimibile, al di sopra, al di sotto, e nel tuo cuore.
23.
Considera ogni area della tua forma attuale, come illimitatatamente spaziosa, vuota ed insostanziale.
24.
Senti la tua sostanza, ossa, carne, sangue, sperma, impregnata di essenza cosmica.
25.
Supponi che la tua forma passiva sia una stanza deserta, con le pareti di pelle, vuote. Allora, godi del piano che trascende il meditabile.
26.
O Amabile, quando i sensi sono assorbiti nell’etere del cuore, raggiungi il centro del loto, aperto come una duplice coppa, ed ottieni la felicità suprema.
27.
Togliendo alla mente la mente, e dissolvendola nel loto supremo del proprio corpo, tieniti nel mezzo, finché giungi al Reale.
28.
Nel pieno dell’attività terrena,fa’ attenzione fra due respiri e proietta le mente nel loto supremo; così,esercitandoti, in pochi giorni rinasci.
29.
Concentrati sul fuoco del tempo, che divampa attraverso la tua forma dagli alluci in su, finché il tuo corpo si riduce in cenere, ma non tu.
30.
Nel ridurti in cenere, medita sul mondo della finzione, e diventa un essere sovrumano.
31.
Senti le squisite qualità creative che permeano i tuoi sensi sottili, e assumono delicate configurazioni corporee, poi dissolvili e manifesta la Potenza Suprema.
32.
Col respiro intangibile al centro della fronte, mentre questo raggiunge il cuore, al momento del sonno, domina i sogni e la morte stessa, e raggiungi la libertà.
33.
Come soggettivamente nell’etere le Potenze fluiscono in parole e le parole in frasi, e come oggettivamente i circoli fluiscono in mondi e i mondi in Principî, trova finalmente quelli che convergono nel nostro essere ed invera il Grande Risveglio.
34.
O Mia gentilezza, fingi che l’universo intero sia una conchiglia vuota, in cui la tua mente scherza all’infinito, ed ottieni la dissoluzione delle mentalità.
35.
Fissa una ciotola senza vederne le pareti, né il materiale; in pochi attimi diventa consapevole e identificati al Brahman.
36.
Dimora in un luogo infinitamente spazioso, privo di alberi, di colli, di abitazioni, o di mura. Da quel luogo viene la fine delle pressioni sulla mente.
37.
Dolce amore, medita sul sapere e sul non sapere, sull’esistere e sul non esistere; poi respingili entrambe, perchè tu possa essere, nel mezzo, lo splendore del Reale.
38.
Guarda amorevolmente un oggetto; non passare ad un altro. Qui, nel mezzo di questo oggetto, si dischiude in tutta la sua intensità la Benedizione.
39.
Senti il cosmo come traslucida presenza sempre viva, essenziata di coscienza; allora, privo di pensiero e di rappresentazioni differenziate, si invera il Supremo Risveglio
40.
Con estrema devozione concentrati sulle due congiunzioni del respiro, e, grazie alla collisione dei due soffi vitali, conosci Colui che conosce, e godi dell’Uguaglianza.
41.
Considera che il pieno dell’Universo, sia il tuo proprio corpo di beatitudine e, colmo della tua intima ambrosia, sii consustanziale a quella Gioia infinita.
42.
Mentre vieni accarezzata, dolce principessa, entra nel carezzare come nella Vita Eterna, e guarda sorgere la grande Beatitudine che illumina la realtà.
43.
Arrestate tutte le correnti, grazie alla potenza del soffio vitale che sale verso l’alto, chiudi le porte dei sensi; allora,quando senti un formicolio, risplende la suprema Felicità.
44.
Proietta l’essenza della gioia nel punto di mezzo fra fuoco e veleno: fra espansione e contrazione dei genitali. Negli esercizi erotici, fin dall’inizio dell’unione sessuale, sta attenta al fuoco, e, continuando così, evita le braci cinerine della fine.
45.
La Felicità connessa alla realtà brahmanica, si verifica nell’orgasmo di penetrazione, quando la Potenza fallica fa comunque di te una femmina sconvolta. Quando nell’amplesso i tuoi sensi sono scossi come foglie, tu entra in questo scuotimento.
46.
Anche ricordando l’unione, senza amplesso e il Piacere orgasmico, la Trasformazione.
47.
Nel vedere con gioia un amico, assente da tempo, penetra in quella gioia e dissolvi.
48.
Quando mangi o bevi diventa il sapore del cibo, o della bevanda, e sii sazia; allora si invera la Grande Beatitudine.
49.
O creatura dagli occhi di loto, dolce di carezze, quando vedi, canti, o assapori, sii consapevole di essere, e scopri l’immortale.
50.
Dovunque si trovi la soddisfazione, in qualunque atto, Attuala!
51.
Nell’istante del sonno, quando il sonno non è ancora giunto, e la veglia eterna svanisce,in quell’istante, l’Essere si rivela come Dea Suprema.
52.
Proietta lo sguardo nello spazio, illuminato dalla luce del sole o di una lampada e, d’estate, quando vedi il cielo intero infinitamente limpido, entra in quella limpidezza. Là risplende la natura propria dell’Io Essenziale.
53.
Giaci come morta; infiammata di collera non muoverti. O fissa senza batter ciglio. O succhia qualcosa e diventa quel succhiare.
54.
Senza sostegno né per i piedi né per le mani, sta seduta soltanto sulle natiche; tutto ad un tratto, l’Equilibrio.
55.
In una posizione comoda, pervadi gradualmente d’attenzione un’area fra le ascelle, fino ad una grande Pace.
56.
Senza muovere gli occhi, vedi come fosse la prima volta, una persona leggiadra, o un oggetto qualunque.
57.
Con la bocca leggermente aperta, mantieni la mente in mezzo alla lingua; poi, mentre il respiro entra silenziosamente, percepisci il suono:HHHH e dissolvi nella pace.
58.
Quando sei a letto o seduta, lasciati diventare senza peso, al di là della mente e delle impressioni latenti delle vite passate.
59.
In un veicolo in movimento, oscillando ritmicamente, sperimenta. Oppure, in un veicolo fermo, lasciandoti dondolare, in invisibili cerchi sempre più lenti.
60.
Limitandoti a fissare il cielo azzurro oltre le nuvole: la Serenità del Bhairava.
61.
Shakti, vedi tutto lo spazio come se fosse tutto già assorbito nella tua testa, nello Splendore della Luce infinita.
62.
Nella Veglia, nel Sonno, nel Sogno, conosciti come Luce.
63.
Nella pioggia, durante una notte nera, al sopraggiungere della Luna Calante, entra in quella nerezza come nella forma delle forme, e meditando sulla natura della Tenebra raggiungi la natura di Bhairava.
64.
Quando non è una piovosa notte senza luna, chiudi gli occhi,e trova la nerezza davanti a te. Aprendo gli occhi vedi là. Così le colpe scompaiono per sempre.
65.
Non appena hai l’impulso di fare qualcosa, fermati; in quella sospensione di vuoto, risplende l’Io essenziale.
66.
Bilanciati sul suono AUM, senza A e senza M, e assisti alla nascita del Supremo Signore
67.
Silenziosamente intona una parola che finisca in AH, poi, senza sforzo, nell’H, la Spontaneità del Brahman eterno.
68.
Senti te stessa come se pervadessi etericamente tutte le direzioni, lontano, vicino. Allora la Potenza rivela la sua propria natura.
69.
Pungi con uno spillo una parte della tua forma colma di nettare, e penetra gentilmente, con la consapevolezza, nella puntura.
70.
Percepisci: Il mio Pensiero, l’Io, gli organi Interni, Me stessa. l’Assenza.
71.
Le illusioni ingannano, i colori circoscrivono, e anche i divisibili sono indivisibili; Tu trascendi ogni stato di separazione.
72.
Quando un desiderio sorge in te, esaminalo, poi, improvvisamente, abbandonalo e dosservalo svanire nella sua fonte.
73.
Prima del desiderio, della volontà, e prima di conoscere, come posso dire Io sono? In tale stato l’Io essenziale esiste secondo realtà. Riflettilo, e dissolviti nella Bellezza.
74.
Con tutta la tua consapevolezza, al primo albeggiare del desideriovolontà, nel conoscerli come il tuo proprio Sé, Conosci la vera realtà.
75.
O Shakti, medita che ogni percezione particolare è limitata,ogni conoscenza è senza causa, senza base, e non appartiene a nessuno. Allora svanisci nell’Onnipotenza di Shiva.
76.
In verità le forme sono inseparate dal principio di Coscienza; inseparati sono l’essere onnipresente e ogni suo corpo, ogni tua forma. Realizza l’uno e l’altra, come se fossero fatti di questa consapevolezza, e divieni il Vincitore del mondo.
77.
In stati d’animo d’estremo desiderio: nell’ira, nell’amore, nella cupidigia, nell’offuscamento, nell’arroganza e nell’invidia, sii imperturbabile. Ciò che resta, è l’Implicito.
78.
Quando questo cosiddetto universo, appare come un gioco di prestigio, o una mostra di quadri, si invera il sorgere della felicità.
79.
Per essere felice, guardalo nel mezzo, come se solo là fosse il reale.
80.
O delizia, ferma la tua attenzione non sul piacere, o sul dolore, ma fra l’uno e l’altro.
81.
Respingi l’attaccamento per il corpo; realizza l’Io sono dovunque. Chi è dovunque, è gioioso.
82.
Scopi e desideri non esistono in me come in altri; accettando questo, lascia che si trasferiscano, e divieni onnipervadente.
83.
La valutazione degli oggetti e dei soggetti è la stessa, per la persona illuminata e per quella non illuminata; la prima ha una sola grandezza: resta soggettiva, non perduta nelle relazione con le cose.
84.
Senti la coscienza di ciascuno, come tua propria coscienza, e così, la preoccupazione per l’Io e in non Io, diventa ogni essere.
85.
Pensando il Nulla, l’ego limitazione perderà i suoi limiti.
86.
Sappiti onniscente, onnipotente, onnipervadente. Come le onde vengono con le acque, e le fiamme con il fuoco, così, l’universale fluttua con noi. Così, dotato delle sue stesse qualità, diventi Shiva.
87.
Va errabonda fino alla spossatezza, gira in tondo, e poi, cadendo al suolo, in quel cadere, sii intera. Così si arresta la perturbazione e si invera lo Stato Supremo.
88.
Immagina di venire gradualmente privata della forza e della conoscenza; nell’istante della privazione, Oltrepassa.
89.
Ascolta, mentre l’ultimo insegnamento iniziatico è impartito: occhi fermi, senza un battito di ciglia, chiudi le orecchie premendole, e il retto contraendolo, e penetra nel suono del Suono: il fonema H, non accompagnato da vocale. Così penetri nel Brahman eterno, e diventi subito assolutamente Libera.
90.
Sull’orlo di un pozzo profondo, guarda fisso nelle sue profondità, fino a quando accade il Mirabile dissolversi.
91.
Dovunque la tua mente stia vagando, all’interno o all’esterno, proprio in questo punto, vi è lo stato di Shiva. Ogni cosa è Questo, ogni cosa è Quello.
92.
Quando sei vividamente consapevole, mediante un particolare senso, rimani nella consapevolezza onnicomprensiva.
93.
Al prorompere di uno starnuto, durante la paura,nell’ansia, sopra un baratro, irrompendo o fuggendo dalla battaglia, nell’estrema curiosità, nell’eccitazione del desiderio, al primo accenno di fame, al saziarsi degli appetiti, sii ininterrottamente consapevole della presenza del Brahman.
94. Supera le varie cose che ricordi, volgi la mente a ciò che hai appena visto e, reso il corpo privo di appoggio immaginale, osserva l’incedere del Dio.
95.
Lascia che la tua attenzione sia ferma su un punto, dove tu vedi qualche avvenimento passato; ed anche la tua forma,avendo perduto le sue caratteristiche attuali, è trasformata.
96.
Guarda un oggetto, poi, con calma allontana da esso lo sguardo; poi, lentamente, allontana da esso il pensiero. Allora dimori nel vuoto.
97.
La devozione ti libera e sei Shiva.
98.
Senti un oggetto davanti a te; senti l’assenza di tutti gli altri oggetti all’infuori di quello. Poi, lasciando da parte il sentire l’oggetto e il sentire l’assenza, sii consapevole del vuoto immaginale, e resta in quiete.
99.
La purezza di altri insegnamenti di limitato conoscere, è per noi come indifferente; né pura né impura. In realtà,non conoscere nulla come Puro od Impuro e, trascesa ogni dicotomia, raggiungi la Gioia.
100.
Questa coscienza di Bhairava è presente ovunque, anche fra la gente comune; esiste come inseparata in ciascun essere, e nient’altro esiste. Questa è la Gnosi senza dualità.
101.
Sii la stessa non stessa, con l’amico come con l’estraneo, nell’onore e nel disonore; resta nella completa pienezza del Brahman e, conoscendolo, raggiungi la felicità.
102.
Quando ti senti ben disposta o mal disposta verso qualcuno, non riversare il tuo stato d’animo su quella persona, ma resta equilibrata. Nel mezzo procede il Brahman.
103.
Immagina di contemplare qualcosa al di là della percezione, al di là della possibilità di afferrarla, al di la del non essere Te; tutto ciò è Bhairava, ed alla fine di ciò nasce la Gnosi.
104.
Entra nello spazio, senza sostegni, eterno, immobile, vuoto, onnipervadente, privo di limitazioni, e compenetrati con ciò che trascende quell’etere.
105.
Dovunque si posi la tua attenzione, in quel punto preciso, sperimenta l’assenza di fluttuazione, e trascendi nella calma.
106.
Entra nel suono del tuo nome e, attraverso quel suono, in tutti i suoni.
107.
Io esisto, questo è Mio, questo è Questo. O Amore, anche in questo conosci illimitatamente.
108.
Eterno, Onnipresente, Senza Appoggio, Onnipervadente, Signore di tutte le cose. Questa Coscienza è lo Spirito Guida di ognuno; sii questo Uno.
109.
Qui c’è una sfera di cambiamento irreale, cambiamento magico, cambiamento. Attraverso il cambiamento, consuma il cambiamento e va al di là di ogni modificazione, conoscenza, ed attività.
110.
Come una chioccia si prende cura dei suoi pulcini, prenditi cura delle nozioni particolari, delle faccende particolari: nella Realtà.
111.
Poiché in verità schiavitù e libertà sono relative, queste parole sono fatte soltanto per chi ha terrore dell’universo. Quest’universo è un riflesso delle menti. Come da un unico sole tu vedi nell’acqua molti soli riflessi, così vedi la schiavitù e la liberazione specchiarsi in molte mentalità.
112.
Ogni cosa è percepita mediante il conoscere; l’Io splende nello spazio mediante il conoscere. Percepisci ogni essere come Conoscitore e Conosciuto, perché sono dotati della stessa natura. Mente, Coscienza, Potenza ed Io Essenziale: quando questa Tetrade si esaurisce, allora si invera il corpo di Bhairava. Amore, in questo momento, lascia che la mente, il conoscere, il respiro, la forma, siano inclusi: e comprendili.


Questi insegnamenti, anche uno solo di essi, è superiore ad ogni altraVia. Essi agiscono di per sé, istantaneamente, conferiscono poteri sovranormali e rendono partecipi delle prerogative di Shiva. Chi pratica queste tecniche diviene un Liberato vivente.

Devi Dice:

Se questo è il Corpo della Suprema Potenza, chi è colui cui è diretta la recitazione? chi è contemplato, adorato, soddisfatto, propiziato? In onore di chi si celebra l’offerta del Fuoco? Cos’è il sacrificio, il Luogo sacro, le sacre configurazioni?


Bhairava risponde:

Tutte queste sono pratiche esterne, o Devi dagli occhi di gazzella; operazioni che riguardano solo le forme grossolane. La vera meditazione è rivolta solo e sempre alla Suprema Realtà. Qui la vera recitazione è un suono spontaneo, essenziato di Mantra, e lo è anche il Dio cui questa recitazione è rivolta. La vera Contemplazione è un pensiero privo di movimento, di forma, di appoggio. La rappresentazione mentale di corpi, organi di senso, volti, mani ecc. non è la vera contemplazione. L’Adorazione non si fa con i fiori o con le offerte, ma con un saldo pensiero rivolto al grande Etere indifferenziato, e trascendente ogni rappresentazione differenziata: con un dissolversi interamente in quello Spazio.


La vera soddisfazione, per chi pratica anche una sola di queste tecniche, è lo stato di onni-comprensione che si produce giorno dopo giorno; sfociando nell’assoluta Pienezza. La vera offerta al Fuoco, è quella degli esseri, degli organi di senso, degli oggetti e di ogni altra cosa, che, col cucchiaio sacrificale della coscienza, vengono mentalmente versati nel Fuoco: dimora del Grande Vuoto.


Il Vero sacrificio,o Bhairavi,è uno stato di soddisfazione e beatitudine. Il vero Luogo Sacro, che protegge e distrugge ogni errore, è l’essere compenetrati dalla Potenza di Rudra, che è la meditazione suprema. Il nostro proprio Sé, o Io essenziale, è Libero, puramente cosciente, beato. Il vero bagno lustrale è l’immersione in questa Propria Natura. Quella Divinità Suprema-Infima, che viene adorata, soddisfatta e propiziata con varie sostanze, e l’adoratore stesso, sono tutti un’unica cosa.

Dov’è quindi lo spazio-tempo dell’Adorazione, dell’Adorante, e dell’Adorato?


Il soffio ascendente esce, il soffio discendente entra, di sua propria volontà, in forma sinuosa di Kundalini. La Grande Devi si estende dappertutto, Altissima: Infima: Supremo Luogo Sacro. Colui che la onora e si conferma nel sacrificio della Grande Beatitudine, compenetrato da questa ricettività divina, ottiene il Supremo Bhairava.


Col Fonema SA si esce fuori, con quello HA si entra. Ogni vivente recita continuamente il mantra: HAMSA HAMSA. Questa Recitazione del Mantra di Devi, facile, eppure difficile da intendersi per gli ignoranti, si ripete 21600 volte durante un giorno ed una notte.


Così è stata detta e versata,o Devi, l’ambrosia suprema: il nettare sublime. Non confidarla e non trasmetterla al discepolo rozzo, violento, privo di rispetto; ma offrila senza esitazione a chi trascende il pensiero discorsivo: agli eroi, agli individui di elevato sentire, che trascendendo le convenzioni della vita ordinaria, si sono collegati al Lignaggio Spirituale Sovrumano.


La Venerabile Devi dice:


O Dio degli Dei, o Maha-Deva, io sono pienamente soddisfatta. O Sankara, la quintessenza del Rudraya-Mala-Tantra è stata oggi da me penetrata completamente; il cuore di tutte le diverse Potenze è stato da me, oggi, pienamente Compreso.


PREM ARVIND

Mauro Likar



namaste.jpg

Un pensiero su “VIJNANA BHAIRAVA TANTRA

  1. Tantra tantra, quante cazzate si pronunciano in tuo nome!

    Caro amico,

    mi dia modo di giustificare meglio la mia posizione,
    ne va della sua onestà intellettuale.

    Vede: sono compiaciuto del fatto che lei ha dei Nomi.

    Anche io ne ho.

    Ma certo un nome iniziatico non è cosa da divulgare su internet, almeno per me. Se però ci tiene io mi sono qualificato come Lupus Feroniae,e questo le basti, essendo tale nome di penna già molto dichiarativo.

    Circa le sue curiosità sui miei trascorsi iniziatici, la posso rassicurare del fatto che ho avuto più di una esperienza con maestri e praticanti Shingon e anche di altre tradizioni esoteriche giapponesi non rigorosamente buddhiste (e qui mi fermo ma, dato il suo acume di Magus, avrà sicuramente modo di scoprire da sè a cosa mi riferisco).

    Circa le altre trasmissioni Vajrayana, storicamente collocate in ambiente tibetano, anche su questo posso rassicurarla che ho avuto trasmissioni dirette (il che compende il ‘lung’- testo- che come Lei ricorda “non può dire tutto”, il ‘wang’ -iniziazione- e il ‘dri’, cioè i commentari segreti e le esperienze dirette del proprio Maestro, il che comprende quello che lei invocava come trasmissione da bocca a orecchio. Quella io l’ho avuto. Quindi conosco gli aspetti segreti del Vajrayana, e sono stato iniziato a tutti quattro livelli o classi del tantra. Faccia Lei.

    Quello che dice Lei non si trova nei Tantra (testi che intanto per poter essere interpretati richiedono almeno di essere letti nella lingua originale. A proposito, lei li ha letti? conosce il devanagari? e il tibetano?).

    Che vi fossero altri modi, altre modalità, oltre alla via delle Dakini, è assolutamente falso. Perchè i Tantra sono testi sovramondani di cui solo le Dakini sono custodi.

    Domanda: Vi sono forse dei Tantra Vajrayana omosessuali (!!??) (o con un livello di interpretazione omosessualista)?

    Risposta: L’esperienza al momento ci fa dire di no. Per ora. Forse Lei scoprirà un nuovo terma, chissà.. e potrà darci ulteriori istruzioni.Però finchè non saprà darci notizie più circostanziate su questi testi, si taccia, per carità di patria e per rispetto della verità. Se conosce dei metodi tantrici vajrayana basati sull’omosessualità, ce li indichi, e ne fornisca testimonianza. Sennò faccia un passo indietro.

    IO parlo per esperienza diretta.

    Della sua ho forti dubbi.

    Dice di aver passato diversi anni nei monasteri tibetani. Ma quanti anni ha? dovrebbe esservi stato prima degli anni 50 – cioè prima dell’invasione cinese – perchè da allora i monasteri tibetani praticamente vuoti! Forse potrebbe essere stato in India o meglio ancora in Nepal, magari, e questo spiegherebbe perchè dà tanta importanza al Drukpa, in effetti molto diffuso in Nepal e Buthan. Comunque il drukpa non è un lignaggio vero e proprio ma una branca del lignaggio kagyu, come lo shampa e il karma kagyu: non vedo perchè lei gli attribuisca esistenza autonoma. Non è molto informato, per essere uno che abuto contatto con quel mondo… I lignaggi sono solo quattro: cinque al massimo contando il bon riformato. Dei Drukpa hanno favoleggiato gli occultisti ottocenteschi, H.P. Blavatsky in testa (tacciandoli di essere dei maghi neri) facendo però confusione coi Dugkpa, che sono ben altra cosa… il fatto che Lei me li citi così tanto farebbe sorgere qualche sospetto sulle sue fonti di informazione, ma è solo un sospetto e magari sono troppo prevenuto.La stranezza comunque rimane. Comunque le ricordo che in genere si trascirve Nyngamapa e non Njgmapa. Ma vabbè, fosse questo il problema.

    Vede, Lei confonde la Kama mudra con Karma mudra, dimostrando che per Lei il Vajrayana è oggetto di sutudio libresco, peraltro di livello assai divulgativo.

    Karma mudra è il sampannakrama di alcune iniziazioni tantriche dell’Anuttara. l’atto sessuale non viene designato dalla parola Kama come crede lei, ma da “mudra” uno dei cui significati occulti è anche quello di atto sessuale (oltre che di donna, legga bene “donna” non fanciulletto imberbe di quelli di cui ci fornisce così tante immagini). Ciò detto karma mudra è l’azione magico-tantrica operata attraverso la donna.

    E’ l’unico tipo di sampannakrama realizzativo per via sessuale nel vajrayana; altri tipi di pratiche si avvalgono di altri yoga. L’orgine di questi Tantra (quelli della Karma mudra)è indiana e risalgono alla scuola Sahaja, che mai fece uso di atti omosessuali… ma rimaniamo in ambito buddhista, non divaghiamo.

    Kama al contrario è il desiderio mondano, ciò da cui ci si deve liberare!

    Niente di meno! Questo anche nel mito di Shiva ove Kama è un dio minore (una specie di arconte gnostico), portatore del desiderio sessuale e fu incenerito da Shiva, mentre si univa alla sua consorte (femmina, anche qui, noti bene).

    Nell’induismo Lei confonde l’aspetto androgino (Ardhanarishavara) del divino (che si realizza appunto attraverso l’unione con la polarità opposta), con l’ambiguità o ambivalenza per dare fondamento spirituale alle sue inclinazioni sessuali.

    Se lei facesse con un po’ di umiltà qualche colloquio con autorevoli rappresentanti spirituali delle tradizioni indiane vedrebbe risposte in questo senso. Anzi direi proprio che l’omosessualità allontana negativamente dalla possibilità di realizzare lo stato androginico, che si ottiene proprio con il contatto con la polarità opposta, non certo imitando ruoli femminili per congiungersi con altri maschi. Questo atto sessuale al contrario sarebbe sterile anche spiritualemente, perchè anzichè ricreare l’androgina attraverso la polarità opposta non fa altro che creare una inutile somma di uguale ad uguale (omoios). Senza aggiungere nulla. Se si hanno entrambe le polarità in atto in sè allora non serve nemmeno l’unione con un altro essere e basterebbe un semplice atto interiore, di tipo yoghico (il che richiede però una natura fortemente sattvica), cosa che in effetti avviene ad esempio nel kundalini yoga.Questo da un punto di vista metafisico.

    Veniamo all’induismo e alle dottrine indiane, quelle vere, non quelle fantasticate. L’autorità dei Maestri autorizzati di queste vie fanno assai più fede delle sue personali elucubrazioni. O di quelle assai deformanti (nonchè dettate da fini di lotta politica pro-gay) di Danielou. Con buona pace della fondazione Danielou, ritengo assai più dirimenti il parere e le smentite dei sadhu shaiva, da alcun dei quali aveva perfino millantato iniziazioni, circa il suo tentativo di fare del culto dello shivalingam una icona gay, sia pure di sapore spiritualista.

    Il caso Danielou, ormai è stato smascherato da anni, sia dal mondo accademico che da quello shaiva tradizionale e mi stupisce che lei arrivi con tanto ritardo. Famoso è anche il libro di Jean-Louis Gabin “L’ hindouisme traditionelle et l’interpretation d’Alain Danielou”, uscito mi sembra due anni fa. Lo sappiano i sui lettori.

    Comunque le pretese omosessualiste sul mondo hindu, finanche su quello più ardito e fumoso di orgine munda o dravida, sono assai peregrine e oggetto di varie forzature.

    Spero si renda conto che Lei sostiene una visione totalemente eterodossa, sia per il mondo accademico che per quello dei maestri tradzionali. Abbia l’umiltà di ricercare informazioni presso i rappresentanti autentici di queste tradizioni.

    Credo che il parere dei rappresentanti di queste vie, che lei non cita nè dimostra di avere conosciuto, avrebbero di sicuro maggiore rilevanza del parere di chi, mi peretta, non appartiene a quelle linee di trasmissione…senza mettere in discussioni le sue profonde intuizioni di Magus (a proposito non ho mai parlato esplicitamente di OTO, ma la Sua coda di paglia si è infiammata subito: quindi l’OTO è in questione, debbo dedurre. Allora le ricordo che Carl Kellner fu iniziato in India, al tantrismo, se poi alcuni suoi seguaci hanno fatto scempio di quegli insegnamenti o ne hanno preso partito per sviluppi non tradizionali è cosa che rigurarda solo loro. Questo non significa che le tradzioni tantriche giustifichino eo ispo certe devianze o certe interpetazioni fuovianti. E poi bisogna contare che in India vi è stata una corposa corrente anche di tantrismo deviato).

    Rispettabili le sue opinioni, ove Lei però non osi insultare l’interlocutore (io con Lei non l’ho fatto, lei con me sì) ma tenga presente che si tratta di sue personali e soggettive visioni, che si discostano ampiamente sia dai testi di riferimento delle tradizioni che Lei pretende di interpetare, sia dal magistero di coloro che ne sono i rappresentanti autorizzati. Tenga presente che l’esoterismo si basa su una trasmissione, e quindi su insegnamento.

    Lei ne sa più dei Maestri?

    Le sue intuizioni di Magus probabilmente la portano penetrare (che strana parola, su questo blog…) il senso più profondo dello Shivaismo più di quanto abbiano fatto Babaji, Ramakrishana o Ramana Maharishi??

    Ad ognuno la possibilità di farsi una opinione.

    Infine aggiungo delle rettifche più tecniche alla sua idea del Vajrayana.

    Lei dequalifica le Dakini (non neghi dai toni si capisce..). Legga bene, io non ho parlato solo di dakini, molti mahasiddha aveva delle compagne yogini, in carne ed ossa. Non solo esseri di altre dimensioni.Erano donne. E’ un afatto tuttavia che nessuno di essi fosse un pederesta. Almeno su questo converrà. E’ un fatto storico, legga le biogrfie degli yogi. Ma non si fida vero dei testi? Allora, lo legga nell’Akasha, essendo Lei un Magus, non dovrebbe esserle impossibile…

    Ad ogni buon conto, le ricordo che qualificare le dakini come “fate” è davvero riduttivo ed erroneo. Le dakini sono di due ordini, vi sono è vero delle dakini che posso essere viste come fate o esseri celesti, ma sono dakini mondane. Quelle che sono portatrici dei Tantra sono dakini sovramondane, esseri illuminati, sono buddha femminili (o se vogliamo aspetti femminili dello stato di buddhità), non lo dimentichi.

    Disprezzare la loro “vagina” è assai grave. Almeno per un vero tantrika. Inprimo luogo perchè tra i voti tantrici c’è quello di non disprezzare le donne ( le donne, non i fanciulli, lasciateli stare sti efebucci minorenni..). In secondo luogo la loro vagina rappresenta la shunyata, la suprema meta dell’ Illuminazione, il vajra (maschile) essendo solo un mezzo (upaya, gli abili mezzi). Senza “vagina” mi domando, tantricamente, quale illuminazione vuole raggiungere…

    inoltre se il sesso eterosessuale per Lei è solo zootecnia, le ricordo che le divinità tantriche hanno una compagna, non un boyfriend. Ne avrà viste di tangka nelle sue permanenze nei monasteri o no? Strano che esista un eros sacro eterosessuale se ci si affrancasse dall’animalità, come dice Lei per via omosessuale…
    Se proprio non si fida di me, legga le parole del Dalai Lama sull’omosessualità e gli altri comportamenti sessuali incompatibili col vajrayana. Credo che il Dalai Lama, detentore di diversi lignaggi tantrici sia ben più qualificato di Lei a dare insegnametni sul tantra buddhista.

    Infine le ricordo che i Tantra si dividono in tantra padre e madre, a ribadire l’aspetto “generativo”, sia pure su un altro piano, da lei tanto aborrito.

    Aggiuga a questo alla lista di errori concettuali e distorsioni dottrinali, da Lei così impunemente operata.

    Non se la prenda, ma rifletta su quanto la sua speculazione sia completamente al di fuori della visione metafisiche delle dottrine che pretende di commentare.

    Saluti.

    Lupus S. Fer.

Lascia un Commento